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DEVITALIZZAZIONE

DEVITALIZZAZIONE

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Quando la carie ha compromesso la camera pulpare del dente, il tuo dentista deve ricorrere alla procedura di devitalizzazione.

Si tratta di un intervento ormai svolto quotidianamente dagli odontoiatri italiani sui propri pazienti.

È una delle pratiche più interessanti e più complesse dell’odontoiatria ed è conosciuta anche come trattamento endodontico.

Il dentista vi ricorre quando è interessata la camera pulpare.

IN COSA CONSISTE

Tecnicamente consiste nell’apertura della camera pulpare del dente e nella rimozione della polpa dentaria e della componente nervosa.

Alla base di ogni pratica endodontica corretta vi è la preparazione del sistema canalare, che include sia l’allargamento sia la sagomatura dello spazio endodontico.

La storia dell’endodonzia nasce  già nel ‘700 quando Fauchard scrisse  “Le chirurgien dentiste’”.

In questo testo si parlava di strumenti per l’accesso cavitario del dente.

Tale innovazione lo pone a tutti gli effetti tra i fondatori della moderna odontoiatria dato che in quel tempo non esistevano ancora descrizioni sistematiche di preparazione dei canali radicolari.

Edward Maynard ha sviluppato il primo strumento manuale avvolgendo un filo rotondo con dei piccoli aghi per estirpare il tessuto pulpare.

Nel 1885 furono introdotte le frese Gates Glidden e nel 1915 i K-file, anche se la loro standardizzazione avvenne inizialmente nel 1929 da parte di Trebitsch.

Intorno agli anni venti si cominciò a pensare all’utilizzo di strumenti rotanti, collegati ad un manipolo.

Attualmente, grazie agli strumenti in NiTi (nichel-titanio), riusciamo a preparare e sagomare i canali radicolari in tempi inimmaginabili vent’anni fa.

La peculiarità degli strumenti in NiTi  si basa sulle caratteristiche cristallografiche di questa lega, quando fatti ruotare a bassa velocità dentro il canale radicolare.

La lega infatti vira dalla fase austenitica a quella martensitica, molto più flessibile e resiliente, abbassando drasticamente il rischio di frattura dello strumento.

La devitalizzazione permette di recuperare denti fortemente compromessi da lesioni curiose profonde, e di evitare l’estrazione dentaria e quindi di ricorrere all’implantologia.